Cefal Disco, ergo cresco

Ultimo Aggiornamento: 05/03/2019

Carcere, corsi just in time per una second life

Ristorazione, produzione pasti, sartoria e igienizzazione degli ambienti: è su questi settori che il Cefal ha scelto di investire, mettendo in campo per il 2013 più di ottocento ore di attività formative di cui 150 di stage per una sessantina di uomini o donne. Un impegno che si propone di favorire l’inserimento sul mercato del lavoro – e quindi la loro inclusione sociale – delle persone recluse nella Casa Circondariale di Bologna.

Zona cottura di un centro di produzione pasti

Corsi professionalizzanti teorico-pratici che, nella loro carta d’identità, hanno due segni particolari: l’iter Just in Time e l’essere spendibili in modo diretto in termini occupazionali. Una specificità, quest’ultima, che caratterizza l’operato del CEFAL che, nel progettare e realizzare corsi di formazione, punta a rispondere alla domanda del mercato. A cominciare da quelle che possono essere le esigenze della stessa Casa Circondariale che può ricorrere alle figure professionali formate da CEFAL per includerle nelle squadre lavoranti all’interno dell’Istituto; così da migliorarne le condizioni di vita.

Finanziati dalla Provincia di Bologna, i corsi, per la loro approvazione, rientrano nella procedura Just in time che snellisce i tempi burocratici arrivando in tempi celeri al semaforo verde.

Alla base dei corsi targati CEFAL, c’è l’intuizione di vedere nel lavoro un alleato molto forte, se non il principale, nel processo di re-inserimento delle persone detenute nella Casa Circondariale di Bologna. Spesso la mancanza di competenze professionali è proprio uno dei maggiori ostacoli all’integrazione sociale di queste persone. Ecco perché i percorsi formativi del CEFAL, in sinergia con il Servizio per il miglioramento dell’occupabilità di persone in condizioni di detenzione, noto ai più come Sportello Info – Lavoro, prevedono anche un accompagnamento del singolo nelle diverse fasi di transizione al lavoro.