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Ultimo Aggiornamento: 05/03/2019

Carcere: una nuova vita dai rifiuti raee

Sono un’incredibile risorsa economica e sociale i rifiuti elettrici che transitano attraverso il progetto RAEE in carcere: l’impianto di trattamento che, dis-assemblando lavatrici, lavastoviglie e forni all’interno della Casa Circondariale di Bologna, dà lavoro alle persone lì recluse. Offrendo così una seconda chance a chi ha bruciato la prima.

Interno dell'impianto Raee di Bologna (Foto Studio Eikon)

Interno dell’impianto Raee di Bologna (Foto: Studio Eikon)

Ramo di impresa della cooperativa sociale It2, il Raee è un progetto che, per molteplici motivi, non ha precedenti. Innanzitutto perché, attraverso l’acquisizione di competenze professionali, il laboratorio favorisce l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate in esecuzione penale o reduci dal carcere. Secondo perché fa interagire diversi attori: istituzioni, privato sociale, impresa profit e no profit. Ovvero Amministrazione penitenziaria regionale, Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Casa circondariale di Bologna, consorzio Ecodom (che, via Dismeco, affida il lavoro al laboratorio della Dozza, il carcere di Bologna), Cefal e It2. Con un coordinamento Interprovinciale (lo stesso programma si attua dentro il Carcere di Ferrara e subito fuori il Carcere di Bologna) e con una cabina di regia regionale.

Fondamentale il ruolo giocato dal CEFAL in questa esperienza unica dove nulla s’improvvisa. Per poter, infatti, recuperare i rifiuti elettrici all’interno dell’impianto, i lavoratori hanno bisogno di una formazione mirata (anche in termini di sicurezza sul lavoro) che il CEFAL è in grado di fornire progettando e realizzando percorsi professionalizzanti.

Tradotto in numeri il Raee, dopo tre anni di attività, significa due detenuti assunti con regolare contratto (ma le persone che sono ‘transitate’ nel triennio, anche con borse lavoro, sono in tutto 8, mentre quelle formate sono dodici) e 527,62 tonnellate di rifiuti grandi bianchi (per es. lavatrici, forni, lavastoviglie etc) lavorati e avviati al recupero. Con una media mensile di 20-25 tonnellate.

Un dipendente al lavoro nell'Impianto Raee di Bologna (Foto Studio Eikon)

Un dipendente al lavoro nell’Impianto Raee di Bologna (Foto: Studio Eikon)

 

Inaugurazione della mostra OpeRAEE nella sede della Regione Emilia Romagna

Inaugurazione della mostra OpeRAEE nella sede della Regione Emilia Romagna (Foto: Gianni Schicchi)