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Ultimo Aggiornamento: 27/11/2018

Giovani chef moldavi a lezione di cucina a le Torri

Dall’arte del mattarello alla gestione di un ristorante, lavaggio dei piatti inclusi. E’ stata una full immersion di quattro settimane quella vissuta a luglio da Andrei Trifan, Dorina Semen, Andrei Velev, Parascovia Vișan, Savelie Hapatuc e Tatiana Ciobanu, chef neodiplomati alla Scuola professionale 1 di Cahul, in Moldavia. Per i sei giovani cappelli, il CEFAL ha cucinato un master in cucina bolognese e ristorazione che si è svolto a le Torri, il primo ristorante formativo di Italia in via della Liberazione 6 (Bo). In pratica una palestra culinaria e gestionale in cui il CEFAL alleva e fa crescere professionalmente giovani chef e maitre de sale.

Controllati a vista e guidati dal prof-chef Davide Vigarani e dalla referente del ristorante Jenny Barison, Andrei, Dorina, Andrei, Parascovia, Savelie e Tatiana hanno messo le mani in pasta e nelle padelle, imparando anche a rapportarsi con i clienti e a far quadrare i conti di un’attività imprenditoriale.

«I rapporti con l’ambasciata italiana a Chisinau e con partner dell’Mcl in Moldova – spiega Federica Sacenti, responsabile Programmazione del CEFAL -, hanno reso possibile la realizzazione di un partenariato tale da concorrere, ciascuno per le proprie competenze, alla realizzazione di questo tirocinio per sette giovani moldavi: le scuole di appartenenza in Moldovia hanno spesato il viaggio per il ritorno di competenze che i giovani porteranno ai loro compagni. CEFAL ha investito nel soggiorno dei giovani e nella loro formazione per mantenere attivo il rapporto con i partner e per perseguire la propria mission: formare giovani, innovare nelle metodologie (ristorante formativo) sviluppare una rete attiva internazionale. Ciascun attore ha raggiunto i propri obiettivi con grande soddisfazione, ma la soddisfazione maggiore è stata vedere questi giovani entusiasti e raggianti dopo questa esperienza».

A inventare questo ponte gastronomico, preludio del progetto Moldavia, Ana Paun che, dopo un corso di ristorazione a Bologna, ha voluto creare le condizioni per offrire questa straordinaria opportunità ai ragazzi moldavi che aspirano a lavorare dietro ai fornelli. Cucina a parte («ma anche noi abbiamo i tortelloni e le tagliatelle solo che sono fatte con ingredienti poveri», spiega Ana), «la ristorazione in Moldavia non è come quella italiana: non c’è relazione con il cliente», osserva Paun che rivela come questa per i ‘suoi’ ragazzi «sia stata una grandissima esperienza».

 

Foto degli allievi chef moldavi di Rossella Santosuosso/Schicchi e di Stefan Paun