Cefal Disco, ergo cresco

Ultimo Aggiornamento: 05/03/2019

Turismo sociale: nuove opportunità imprenditoriali

Dalla redazione del business plan, alla gestione, fino alla promozione di un’impresa turistica, il cui core business coniuga mercato-etica e sostenibilità. E’ un percorso formativo a tutto tondo quello progettato e realizzato dagli esperti di So-To, il progetto europeo che nel Turismo Sociale intravede nuove opportunità non solo occupazionali, ma anche di sviluppo equilibrato di un territorio.

Finanziato dall’Unione Europea, il progetto sul Social Tourism ha messo insieme esperti di Grecia, Malta, Spagna, Polonia e Romania, coordinati dal CEFAL, insieme a Fare Comunità. E che ha visto anche viaggi studio in Spagna, Malta e Italia (due le tappe a Bologna).

Cento le ore di lezione tra pratica e teoria, con visite a realtà ben avviate nel campo del turismo sociale e ideazione di project work articolati in pacchetti turistici caratterizzati da una fattibilità a breve o medio termine. Piace il Turismo Sociale: lo dimostra la fitta pioggia di iscrizioni caduta sul corso di formazione.

«Mi interessava acquisire conoscenze connesse con la dimensione sociale del turismo – spiega Tania Melotti, consulente aziendale -. Così da poterle spendere nel mio lavoro di consulenza». Anche per Linda Veronese, con un solido curriculum ‘turistico’ che va dal lavoro in agenzia fino a quello di guida turistica, passando per una laurea in Storia dell’Arte, è il sociale la molla che ha fatto scattare la partecipazione al corso di So-To. Un sociale che Linda Veronese declina al turismo di famiglie o di persone anziane dove «la domanda è molto forte». Per Monica Buldrini, guida turistica, invece, il corso si è trasformato in una sorta di banco di prova per valutare la fattibilità di un «progetto che riguarda gli animali anziani».

«Siamo davvero soddisfatti del notevole riscontro ottenuto con il corso sperimentale per operatori turistico-sociali – afferma Giacomo Sarti, responsabile dell’area Welfare di CEFAL; una delle idee alla base di questo progetto è infatti proprio quella di creare un ambiente favorevole per il turismo sociale, attraverso la creazione di una rete di operatori, pubblico-privato, profit-non profit, con competenze trasversali, ma soprattutto in grado di valorizzare l’identità territoriale e la comunità locale. E’ giusto inoltre sottolineare come i project work presentati dai partecipanti si siano rivelati un ottimo esempio di pacchetti turistici integrati con una forte componente sociale, corrispondente alle esigenze delle diverse tipologie di turista prese in considerazione nelle diverse proposte: siamo lieti di constatare come gli operatori del nostro territorio siano attivi sul tema del turismo sociale e pronti a collaborare con le diverse iniziative che si propongono di migliorare ed approfondire le loro competenze in questo settore».