Il progetto RAEE IN CARCERE, che rientra tra le best practice per CEFAL ER si è distinta, è stato premiato a Roma nel 2014 dal comitato italiano promotore della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Il progetto, che si ripete ogni anno, è volto a favorire il recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici e, al contempo, il reinserimento socio-lavorativo di persone in esecuzione penale o che hanno concluso il periodo di detenzione. Inaugurato nel 2009 fa da CEFAL  ERNe da It2, l’impianto di trattamento RAEE ha il pregio di far lavorare fianco a fianco istituzioni, aziende profit e non profit quali la Provincia di Bologna, l’Amministrazione penitenziaria regionale, la Regione Emilia Romagna, la Casa circondariale di Bologna e il consorzio Ecodom che affida il lavoro di recupero dei rifiuti. Il tutto coordinato da una cabina di regia regionale. La riprova della doppia valenza etico-economica del Raee bolognese la dimostrano i risultati registrai nel primo quinquennio di vita del progetto: sette persone detenute assunte con regolare contratto (ma le persone che sono ‘transitate’, anche con borse lavoro, sono in tutto 12) e 1.006,780 tonnellate di rifiuti grandi bianchi (per es. lavatrici, forni, lavastoviglie etc) lavorati e avviati al recupero. Con una media mensile di 20 tonnellate.
Cefal progetto Raee - Il Progetto RAEE IN CARCERE premiato a Roma nel 2014Cefal Raee2 - Il Progetto RAEE IN CARCERE premiato a Roma nel 2014Cefal Raee3 - Il Progetto RAEE IN CARCERE premiato a Roma nel 2014