Cefal Disco, ergo cresco

Ultimo Aggiornamento: 10/07/2018

Welfare

Il settore Welfare del CEFAL raggruppa tutte le iniziative rivolte a persone in situazione di svantaggio sociale, attraverso interventi di orientamento, formazione, transizione al lavoro, e agli operatori coinvolti nella rete dei servizi che si occupano, a diverso titolo, di queste persone.
Si tratta di un settore che ha cominciato a connotarsi dalla fine degli anni ‘80 in coerenza con i principi ispiratori dell’Ente e in conseguenza della constatazione della sempre maggiore presenza sul territorio di esigenze espresse da persone portatrici di caratteristiche speciali cui la formazione poteva contribuire a dare risposta al fine di ridurre il rischio di emarginazione dalla società.

Il nostro intervento si diversifica territorialmente con partenariati – di natura istituzionale o privata – locali, regionali nazionali e internazionali. Per l’erogazione degli interventi ci avvaliamo di strumenti validati e condivisi nel campo della formazione, dell’orientamento e della transizione al lavoro.

I principi-valori fondamentali del nostro agire, coerenti con la missione del CEFAl, sono:

  • considerare la persona nella sua collocazione in un contesto e nella società;
  • considerare la persona al centro dell’azione socio-professionale;
  • garantire atutti uguali diritti e pari opportunità;
  • considerare la scoietà nel suo insieme come attrice dei processi di inserimento.

A partire da questi principi, la ‘vision metodologica’ che orienta il nostro agire è quella dell’approccio integrato per la messa apunto di azioni che hanno come finalità l’inserimento socio-professionale. Crediamo fortemente che l’approccio integrato possa permettere performances di gran lunga superiori alle azioni settoriali e unilaterali che sono portatrici di frammentazioni e scollamenti e che danneggiano inevitabilmente la persona.

Cefal declina operativamete questi principi e tale approccio nel seguente modo:

  • ogni azione sociale volta all’inserimento deve tenere conto delle caratteristiche dei beneficiairi, della logica degli attori sociali (insegnanti, formatori, operatori etc) e deve soprattutto isciversi nella società (istituzioni pubbliche e politiche, imprese, associazioni, ong etc);
  • le finalità dell’approccio integrato è articolare e integrare sinergicamente i soggetti che, a diverso titolo, intervengono nel processo, facendoli comunicare tra loro;
  • l’approccio integrato costituisce un mod di rispondere a una situazione complessa;
  • per far fronte ad una situazione complessa è necessario l’apporto di ciascun attore. si può dire, dunque, che un approccio integrato consista nel combinare, più che giustapporre, diverse soluzioni offerte da diversi attori. ciò permette di tessere legami tra problematiche diverse, ma comunque correlate. E di associare, in un unico insieme, tutto ciò che fa parte della risposta, andando a acercare le competenze di cui si ha bisogno presso ciascun componente della società.

BENEFICIARI

Al variare delle caratteristiche delle persone in difficoltà e all’evolvere dei loro bisogni, il settore ha sviluppato attività, servizi, modelli di intervento rivolti a:

diverse tipologie di persone con bisogni speciali:

  • diversamente abili;
  • in esecuzione penale / sottoposte a provvedimenti giudiziari;
  • straniere che si trovano sul territorio italiano, compresi richiedenti asilo e rifugiati;
  • Rom e Sinti;
  • con problemi di salute mentale;
  • con problemi di tossicodipendenza / abuso da sostanze psicotrope;
  • in condizioni di disagio sociale legato a fenomeni di “nuove povertà”.

diversi gruppi di operatori che si occupano di persone con caratteristiche speciali:

  • operatori dei servizi sociali;
  • operatori del sistema della giustizia;
  • volontari;
  • operatori dei servizi di salute mentale;
  • operatori comunali;
  • mediatori linguistico-culturali;
  • operatori socio-assistenziali;
  • insegnanti.

MODALITA’ DI INTERVENTO:

  • attività corsuali, alcune delle quali rivolte al conseguimento di qualifica;
  • attività di accompagnamento personalizzato in percorsi di inserimento lavorativo e inclusione sociale;
  • servizi di informazione / orientamento / supporto alla transizione al lavoro e all’inclusione sociale laboratorio occupazionale (”Struttura Lavorativa Protetta”) per disabili;
  • azioni di sistema per l’innovazione e il rafforzamento del settore anche attraverso l’analisi e il trasferimento di buone prassi.

 

 

Il gruppo di lavoro:

Sede di Bologna

Responsabile di area sociale: Giacomo Sarti

Team di lavoro:

  • Emore Rubini
  • Maria Grazia D’Alessandro
  • Stefano Cuppini
  • Roberta Gregorini
  • Micaela Mariani
  • Chiara Barbieri
  • Ilario De Gaetanis
  • Daniela Farini

Sedi di Villa S.Martino e Faenza:

Responsabile: Anna Maria Dalmonte

Team di lavoro:

  • Mazzotti Giovanna
  • Fussi Maria
  • Tamburini Domenica
  • Galegati Giulia
  • Peppi Claudia
  • Sartoni Sara
  • Ricci Mingani Fulvia
  • Zaccarini Alessandra
  • Alberuzzi Giuseppe
  • Barbieri Marcella