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Ultimo Aggiornamento: 13/10/2017

FONDI INTERPROFESSIONALI

Il CEFAL aderisce a Fond.E.R., Fondo Enti Religiosi costituito dall’Agidae – Associazione gestori Istituti dipendenti Autorità ecclesiastica  e da Cgil-Cisl-Uil nel 2005. Nello stesso anno l’Inps lo ha registrato con il codice Frel-Fondo Enti Religiosi.

Il Fondo Enti Religiosi, denominato Fond.E.R., è il fondo paritetico inteprofessionale nazionale per la formazione continua negli enti religiosi previsto dalla legge 388/2000 con lo scopo di promuovere la formazione continua dei dipendenti degli enti religiosi in un’ottica di qualificazione dei lavoratori e miglioramento dei servizi offerti dalle imprese aderenti al Fondo.

Fond.E.R. è un organismo di natura associativa senza scopo di lucro costituito a seguito dell’Accordo interconfederale stipulato il 21 Giugno 2005 dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale nei settori della Scuola e del Socio-Sanitario-Assistenziale-Educativo. Per la parte datoriale, l’accordo interconfederale è stato promosso dall’ Agidae – Associazione gestori Istituti dipendenti Autorità ecclesiastica, mentre per i sindacati dei lavoratori da Cgil-Cisl-Uil.
Il Fondo opera nella scuola e nell’ambito socio-sanitario-assistenziale ed educativo attraverso la promozione e il finanziamento di piani formativi aziendali, interaziendali, territoriali e settoriali di e tra enti acclesiastici, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese con o senza scopo di lucro, aziende di ispirazione religiosa, nonchè di tutte le imprese che aderiscono al Fondo. Inoltre, con le modifiche introdotte dall’art.48 della legge 289/02, Fond.E.R. può finanziare anche piani formativi individuali, nonchè ulteriori attività propedeutiche o comunque connesse alle iniziative formative.

In un’ottica di promozione e sostegno di attività di qualificazione e di riqualificazione per le figure professionali di specifico interesse dei rispettivi comparti e per i lavoratori a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, il Fondo Enti Religiosi promuove e finanzia anche:

  •     Attività di monitoraggio dei bisogni formativi e delle attività realizzate;
  •     Attività di ricerca e studio su tematiche di particolare rilevanza per i singoli comparti ovvero di interesse comune, nonchè azioni di sistema a sostegno delle politiche di formazione professionale continua;
  •     La realizzazione di azioni positive tese a favorire le pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;
  •     Azioni propedeutiche ai piani formativi.

I fondi paritetici inteprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle parti sociali e hanno la finalità di raccogliere e stanziare fondi per la formazione dei dipendenti aziendali.

Per fondi paritetici interprofessionali bisogna intendere quello strumento, creato dalla legge n°388/2000, che consente la formazione professionale continua dei dipendenti delle aziende: un’ azienda può scegliere di destinare una quota pari allo 0,30% dei contributi previdenziali che versa all’ Inps per finanziarie iniziative pubbliche di formazione e aggiornamento dei lavoratori a cui poi far accedere i propri dipendenti. Ovviamente esistono fondi paritetici interprofessionali per diverse attività professionali a cui un’ azienda può far riferimento, proprio in base al proprio settore di competenza.

Sono le stesse rappresentanze delle parti sociali che li promuovono, tramite specifici accordi e protocolli interconfederali stipulati tra i sindacati dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro più importanti a livello nazionale e coordinati dall’ amministrazione statale e da quelle locali.

Aderendo ad un fondo e finanziandolo, un’ azienda avrà accesso ad attività formative per i propri dipendenti: sono gli stessi fondi che stabiliscono con precisione, attraverso avvisi e bandi pubblici, le modalità di adesione. L’ amministrazione di un fondo paritetico interprofessionale organizza piani formativi territoriali, aziendali o settoriali: le imprese possono accedervi in forma associativa oppure singolarmente, in base al tipo di attività proposta.

Grazie alla legge n°289/02, che ha riformato in parte la regolamentazione dei Fondi Paritetici Interpersonali, ora vi è anche la possibilità per le aziende di finanziare attività e piani formativi a livello individuale.

Un’ impresa può utilizzare, attraverso un conto formazione aziendale, la quota accantonata col versamento dello 0,30% dei contributi pensionistici per analizzare quali siano i bisogni interni e di conseguenza progettare delle attività formative, anche con la collaborazione di enti esterni.

I voucher formativi consentono ad un’ azienda di acquistare da un “catalogo” delle attività formative per i propri dipendenti: si possono acquistare seminari, master, giornate di studio, corsi.

Infine, con un progetto territoriale o settoriale, un’ impresa può usufruire di vari progetti formativi organizzati da enti e associazioni che rispondono alle caratteristiche  e necessità così come sono espresse negli avvisi pubblici banditi da i vari fondi paritetici interprofessionali.