Una giornata di Speranza: il Cardinale Zuppi incontra la comunità di CEFAL

Bologna, 7 marzo 2025 –

Ci sono incontri che lasciano un segno profondo, che accendono una scintilla e ci ricordano il senso del nostro impegno quotidiano.

Giovedì 6 marzo, nella sede di CEFAL di Bologna, abbiamo avuto il privilegio di accogliere il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Un momento di confronto, di condivisione e di emozione che ha dato voce a storie di speranza e rinascita.

L’incontro, fortemente voluto dal Presidente Gaetano Finelli e dalla Direttrice Federica Sacenti, ha ripreso il filo della Summer School 2024, che ci aveva portato a riflettere sul “Perché” facciamo quello che facciamo. Ed è proprio il “Perché” che ha preso forma nei racconti di colleghi e studenti: storie di chi ha trovato in CEFAL o grazie a CEFAL una seconda possibilità, un nuovo inizio, una Rinascita.

Storie di persone in situazione di fragilità, disoccupate, migranti, che hanno trovato nella formazione e nel sostegno dell’ente un’opportunità di riscatto, di realizzare il proprio futuro.

Particolarmente toccanti sono stati i racconti di chi ha affrontato sfide personali: una vera e propria rinascita dopo anni di malattia, un percorso scolastico ricco di soddisfazione dopo anni difficili, il viaggio di alcuni ragazzi stranieri che per venire in Italia a realizzare i propri sogni hanno affrontato il mare, i deserti, le foreste e in alcuni casi anche il carcere.

E poi, le parole del Cardinale Zuppi, un invito a guardare avanti con coraggio: “La Speranza dipende da noi, mentre il fatalismo dipende dagli altri“. E ancora: “Il Fatalismo ci rende protagonisti dell’oggi, mentre la Speranza ci rende protagonisti del futuro”. Sperare quindi non è un atto passivo, ma un impegno, un rischio, una scelta. E il Cardinale ci ha ricordato che il nostro lavoro quotidiano è proprio questo: costruire speranza, passo dopo passo, incontro dopo incontro.

Zuppi ha poi dedicato un momento per commentare le storie dei cittadini migranti con cui CEFAL lavora ogni giorno, evidenziando la necessità di contrastare la deformazione semantica che si è creata a riguardo, sottolineando che “chi li definisce clandestini e pericolosi spesso non è cattivo, ma ignorante e deve studiare per comprendere il mondo in cui vive, ed è per questo nostro compito fare Cultura“.

Concludendo la giornata con una benedizione, il Cardinale ha ringraziato tutti noi per l’accoglienza e per l’opportunità di ascoltare queste storie.

Ma il ringraziamento finale è nostro: grazie Cardinale, per averci ricordato il senso profondo del nostro lavoro: essere strumenti di speranza per chi più ne ha bisogno.