Médicos y no bombas: incontro con Aleida Guevara e Julio Guerra Izquierdo

“Médicos y no bombas”: a Bologna Aleida Guevara, figlia del “Che”, per un dialogo tra memoria, sanità e solidarietà internazionale

Bologna, 23 maggio 2025 –

Un dialogo che unisce memoria storica, impegno umanitario e cooperazione internazionale: si è svolto a Bologna mercoledì 21 maggio l’incontro “Médicos y no bombas – Dalla storia del Che alla brigata umanitaria Henry Reeve: la solidarietà come linguaggio di pace tra i popoli”, promosso da CEFAL Emilia Romagna e AICEC – Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba, nell’ambito della mostra “Che Guevara. Tú y todos”, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2025 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna.

Protagonisti dell’incontro Aleida Guevara, medica e attivista, figlia del rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, e Julio Guerra Izquierdo, specialista in nefrologia e medicina di comunità, già a capo della brigata medica cubana “Henry Reeve” inviata a Torino durante la crisi pandemica del 2020.

“Per noi medici cubani, la professione è un vero e proprio sacerdozio”, ha spiegato Aleida Guevara, ripercorrendo le sue missioni in Nicaragua, Angola ed Ecuador e sottolineando l’importanza dell’ascolto come base fondante del lavoro del medico, così come la necessità di una sanità pubblica come diritto universale dei popoli. “Essere internazionalisti è parte integrante di noi: curare chi ha bisogno in ogni angolo del mondo, questo vuol dire essere medico cubano, ed è questo che mi rende orgogliosa di potermi definire tale”.

Un messaggio condiviso dal Dr. Guerra Izquierdo, che ha ricordato l’esperienza drammatica e profondamente umana vissuta a Torino durante l’emergenza Covid-19: “Quando arrivammo in Italia, era il luogo con il più alto tasso di mortalità al mondo. Avevamo già avuto a che fare con il virus dell’Ebola in passato, ma a Torino abbiamo affrontato giorni difficili, perso colleghi e amici, ma l’affetto e l’accoglienza degli italiani ci hanno profondamente toccato, e insieme abbiamo fatto cose importanti, salvando molte vite”.

Durante la sua permanenza a Bologna, Aleida Guevara ha preso parte anche a due visite guidate alla mostra dedicata al padre, offrendo una testimonianza diretta sulla figura di Che Guevara, tra memoria privata e dimensione pubblica della rivoluzione cubana.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo della medicina come strumento di pace, sulla cooperazione internazionale e sul diritto universale alla salute.